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Le origini

2. Prodotto dell'industrialismo, il fenomeno sindacale appare nello scenario storico in tempi diversi, pur se abbastanza ravvicinati. Le origini, non quelle remote o anticipatorie, bensi' quelle segnate da indizi di significativa rilevanza, vengono normalmente individuate nei primi decenni del XIX secolo in Inghilterra, dove nettamente piu' avanzato e' lo sviluppo dell'industria organizzata in forma manifatturiera e quello, coevo, della formazione della classe operaia. Una delle conseguenze piu' visibili e' data dallo stesso processo legislative: gia' nel 1824 il parlamento effettuo' un primo, moderato intervento di liberalizzazione rispetto al preesistente apparato repressive con il Combination of Workmen Act [Wedderburn, 1986]. Seguirono nei vari paesi, anche se a ritmo piu' lento, altri interventi legislativi di graduate liberalizzazione. Agli inizi, l'unionismo appare in genere fortemente intrecciato con forme di solidarismo mutualistico [Webb e Webb, 1897]. In Italia, l'unionismo decollo' in un forte intreccio con il movimento cooperative soprattutto di origine agricola: la fase di esplosione organizzativa che ebbe luogo nei due decenni antecedenti la grande guerra si svolse all'insegna del motto: resistenza (cioe', lotta rivendicativa), mutualita', cooperazione [Zangheri, 1997]. Dal canto suo il movimento sindacale inglese, di cui e' giocoforza far ulteriore menzione in ragione del primato detenuto per lungo tempo, tendeva gia' a consolidarsi nella seconda meta' del XIX secolo e a formare un fitto reticolo di contrattazione collettiva [Webb e Webb, 1897] che diventera' anzi una delle strutture portanti della democrazia britannica [Laski, 1950], anche se fortemente indebolita, a distanza di vari decenni, dall'avvento del lungo regime conservatore.
E' all'inizio del XX secolo, infine, che, in contiguita' di tempo con altri paesi tra i quali l'Italia, nasce il Trades Union Congress, cioe' la confederazione generate, un modello che, pur nella varieta' di sistemi, avra' una diffusione generale. I1 decollo industriale e' anch'esso alla base della formazione del movimento sindacale nordamericano, sebbene appaia piu' tardivo (ne fa tuttavia menzione gia' Tocqueville) e si svolga comunque tra enormi difficolta' ambientali: l'ostilita' delle classi proprietarie, piccole e grandi, l'opposizione del ceto politico, la cultura delia frontiera e la turbinosa mobilita' sociale, la resistenza del sistema giuridico e del ceto giudiziario [Commons & Associates, 1918]. E' solo con il New Deal e con la legislazione da esso introdotta [Barenberg, 1993], nonche' con il decennio ad esso successive, che il sindacalismo americano acquistera' un ruolo anche politico di primissimo piano, che peraltro solo due decenni dopo avrebbe ceduto il passo ad un clamoroso declino tuttora in atto.
Nei paesi eurocontinentali, le vicende del sindacato appariranno alterne. La linea di sviluppo in atto in Italia, ma soprattutto in Germania sotto la spinta della socialdemocrazia, verra' spezzata dall'avvento delle dittature; ma nel periodo successivo, in ambedue i paesi si avra una lunga fase di prosperita', protratta fino ad oggi. Il sindacalismo in Francia presentera' invece un'ininterrotta continuita', sebbene a basso livello di potenza organizzativa e di influenza politica. E nelle democrazie scandinave invece che si registra, a partire dagli anni della "grande depressione", una dirompente crescita che si intreccera' in modo pressoche' continuativo con una lunga stabilita' politica e con una rapida formazione del Welfare State, avvenuta sotto la guida socialdemocratica. Tra i paesi ad alta industrializzazione, notevole appare, dopo la seconda guerra mondiale e sotto l'influenza della predicazione newdealistica, lo sviluppo del sindacato in Giappone, pur nel quadro di un orientamento culturale di tipo collaborativo nei confronti dell'impresa, in specie di quella di grandi dimensioni. Un caso del tutto peculiare fuori dal contesto dei paesi ad alta industrializzazione e' costituito dall'Argentina, dove, in circostanze politiche affatto particolari, si afferma un forte movimento sindacale, con caratteristiche "protette" in sede politica e legislative, ma comunque con un solido radicamento sociale.

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