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4 aprile 2019

DISCRIMINAZIONE CARTA D'IDENTITA'

COMUNICATO STAMPA

CONTINUANO GLI ATTACCHI AI DIRITTI: LA NUOVA DICITURA SULLA CARTA D'IDENTITA' E' UNA DISCRIMINAZIONE ISTITUZIONALE CHE CANCELLA PERSONE E FAMIGLIE GIA' ESISTENTI.


Abbiamo appreso con stupore e preoccupazione nella serata di ieri della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del più volte preannunciato provvedimento che cambia le diciture presenti nella carta d’identità da un più generico “genitori” allo specifico “padre” e “madre”.


Pur trattandosi di una controriforma più volte annunciata, si sperava fino all’ultimo che si trattasse almeno soltanto dell’ennesima sparata propagandistica nel quale l’attuale governo è specializzato.


Dopo i continui attacchi ai diritti, attraverso la messa in discussione di leggi importanti del nostro Paese, come la legge 194, e alle proposte di legge, vedi il d.d.l. Pillon, che tendono a scardinare il nostro diritto di famiglia sulla pelle di bambin*, ragazz* e donne, siamo alla discriminazione istituzionale.


Si cancellano così anagraficamente persone, nuclei familiari, famiglie che già esistono, nonostante le ormai numerosissime sentenze pronunciate dai tribunali italiani e delle trascrizioni spontaneamente effettuate dagli uffici anagrafici dei Comuni più illuminati, compreso quello di Torino che, primo in Italia, ha iscritto anagraficamente figli di coppie omosessuali. Per questo al Comune di Torino chiediamo di non applicare la norma.


Siamo e saremo con tutti i mezzi a fianco delle famiglie, dei minori e di tutte le persone bersaglio di questa orrenda discriminazione e sosterremo, con ogni mezzo, la battaglia già annunciata di Famiglie Arcobaleno per chiedere ai tribunali amministrativi la cancellazione della nuova norma.


A questo proposito ricordiamo che nella legge regionale 5 del 23 marzo 2016 è previsto il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazioni, per coprire le spese legali dei cittadini, delle amministrazioni o delle associazioni che intendano ricorrere contro le nuove disposizioni di legge.


Facciamo appello al Sottosegretario alle Pari Opportunità perché faccia emergere la finalità presente nel nome del suo dicastero, impedendo che questa deriva possa essere percorsa fino alle estreme conseguenze.

Torino, 4 aprile 2019                                                         UFFICI STAMPA


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