2 luglio 2010
SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO
COMUNICATO STAMPA
SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO: A TORINO UNA GRANDISSIMA MANIFESTAZIONE, OLTRE 35MILA IN PIAZZA.
E' stato un grande successo di partecipazione e di adesione nelle aziende e nelle fabbriche lo sciopero generale della Cgil indetto per oggi contro economica del Governo.
Lo sciopero era di 4 ore nel settore privato e dell'intera giornata per i lavoratori pubblici, sanità privata, terzo settore, bancari, edilizia, commercio e servizi, poste, metalmeccanici.
Alta l'adesione in tutti i settori: 70% alla Powertrain di Mirafiori, nel Canavese 80%, nell'area di Chivasso 90%, Teksid 70%, Alessio Tubi 70%, Comune di Torino 50-60%, Ospedali e Sanità 50%, Carrefour corso Bramante 90%, Ikea 70%, edili 80%, Amiat 60%, Rai via Cernaia 50%, Rai via Verdi 60%, Lavazza 70%, Caffarel 80%.
A Torino si è svolta una grandissima manifestazione che ha visto scendere in piazza oltre 35mila persone: lavoratori, pensionati, precari, hanno sfilato per le vie del centro, da Porta Susa a Piazza Castello, dove si è tenuto l'intervento conclusivo di Fulvio Fammoni, della segreteria nazionale Cgil.
Il corteo di Torino è stato aperto da uno striscione raffigurante una pellicola cinematografica, con lo slogan: “Ciak, si taglia!”, metaforica interpretazione del “film già visto” della crisi e dagli interventi insufficienti per fronteggiarla, con altri cartelli “cinematografici” che hanno ricordato le misure inique del governo.
Dal palco di piazza Castello si sono succeduti gli interventi dei lavoratori dell'Ages, della Fiat Mirafiori, dell'ospedale Sant'Anna e della segretaria generale della Cgil di Torino, Donata Canta, che ha ricordato le cifre della crisi a Torino e provincia: oltre 56 milioni di ore di cassa integrazione nel periodo gennaio-maggio 2010, (più di quelle complessive di tutto il 2009) e 22.630 lavoratori in mobilità, dei quali oltre 12mila senza indennità.
Fulvio Fammoni, nel suo intervento conclusivo, ha ribadito che "la mobilitazione di oggi della Cgil punta il dito contro una correzione di bilancio che pesa sulle spalle dei 'soliti noti', lavoratori pubblici e privati, e che nulla chiede a chi invece dovrebbe e potrebbe dare un contributo. Ma è soprattutto una manovra sbagliata – ha sottolineato Fammoni – perchè riduce la crescita e non rilancia l'occupazione e l'economia. A pagare la crisi sono sempre gli stessi: lavoratori dipendenti e pensionati, ed è quindi urgente una riforma del fisco. L'unico gettito certo a reggere le entrate e i conti pubblici italiani è quello che proviene dalle buste paga dei lavoratori dipendenti e dai pensionati, dai parasubordinati e, più in generale, dai contribuenti onesti”.
Fammoni ha anche ricordato il successo di ieri della manifestazione a Piazza Navona a Roma contro la “legge bavaglio”, “fatta da un governo che preferisce occuparsi di leggi che interessano pochi”.
Torino, 2 luglio 2010 UFFICIO STAMPA