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18 gennaio 2012

21 gennaio 2012 - Le Donne Tornano in Piazza

Cota impazza? le donne rilanciano!

Gli interessi e i diritti delle donne sono calpestati e travolti dalle leggi e dalle decisioni di spesa che la Giunta regionale sta portando avanti ormai da oltre un anno e mezzo con un pesante attacco alla libera scelta delle donne e con la negazione della loro consapevole maturità.

Ricapitoliamo brevemente la situazione:

La Giunta Cota vuole a tutti i costi che i volontari del movimento per la vita entrino nei consultori
* Nell’autunno del 2010 la Casa delle Donne di Torino insieme con altre associazioni e il sostegno di tante donne ha presentato ricorso al TAR contro la prima delibera della Giunta Regionale che ammetteva esclusivamente associazioni che avessero nel loro statuto il requisito della “difesa della vita fin dal concepimento” e in questo modo inseriva nei consultori i volontari del movimento per la vita.
* A luglio 2011 il TAR ha emesso una sentenza che accoglieva il ricorso.
* Dopo solo 4 giorni la Giunta regionale emetteva una nuova delibera "rettificata", ma la sostanza non cambiava, poiché si limitava graziosamente ad aggiungere: “in assenza del […] requisito soggettivo [“difesa della vita fin dal concepimento”] è sufficiente il possesso di un'esperienza almeno biennale nell'ambito del sostegno alle donne e alla famiglia”.
* Nell’autunno del 2011 è stato presentato un nuovo ricorso contro la delibera così sfacciatamente riproposta.
* Il 25 gennaio ci sarà l’udienza al Tar sul nuovo ricorso.

Proposta di Legge 160 sui Consultori presentata dalla Giunta Cota
Con questa proposta di legge del settembre 2011, la Giunta vuole cancellare l’attuale Legge regionale sui Consultori e stravolgere la loro funzione: da luoghi specifici a tutela della salute delle donne diventerebbero luoghi di preparazione della coppia al matrimonio e di tutela della vita sin dal concepimento. Si incoraggiano “sinergie” con i centri di aiuto alla vita (Cav) sempre gestiti dai cosiddetti volontari; si inseriscono figure come l’esperto in bioetica (?), il consulente etico e il mediatore familiare. Il tutto in una visione ideologica della vita e delle istituzioni che si ritrova anche in analoghe proposte di legge che altri Governatori stanno preparando in Veneto e nel Lazio.
Se questa legge passasse i consultori e gli ospedali, da luoghi laici, pubblici, volti alla tutela della salute, diventerebbero degli spazi aperti alla predica e alla propaganda.
Per favorire questa mossa scellerata è previsto lo stanziamento di 3 milioni di euro a favore del “Fondo di aiuto alla vita”. Invece per altre emergenze, i soldi non si trovano!

Legge regionale 16 del 2009 sui Centri antiviolenza con case rifugio
La legge giace senza essere finanziata: a parole ci si indigna contro le violenze subite dalle donne, ma si evidenziano solo quelle che avvengono fuori casa. Le violenze che si continuano a perpetrare fra le mura domestiche (un numero impressionante, vedi dati Istat) rischiano di continuare ad essere un problema personale e non una piaga sociale da combattere e per la quale spendere risorse pubbliche per costruire la rete regionale di case protette.
Questa è infatti la finalità principale della legge regionale per la quale le donne piemontesi si sono battute e che potrebbe essere esemplare non solo per noi ma per le donne di tutte le regioni italiane.


Dopo le manifestazioni delle donne di Torino dello scorso autunno, eccoci nel nuovo anno a rilanciare alla grande una serie di iniziative che si terranno in tutto il Piemonte.

Con tante associazioni e tante donne siamo fermamente decise a far sì che i consultori continuino ad essere luoghi in cui le donne possano trovare assistenza medica, informazione, rispetto per le decisioni e sostegno nelle loro scelte.


DONNE DI TORINO PER L'AUTODETERMINAZIONE
f.i.p. 19.01.2012

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