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27/08/2009
Con Decreto del Ministero del Lavoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 Agosto 2009, si interviene sulla semplificazione delle modalità di accesso al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale conseguente ad evento improvviso ed imprevisto.
Per evento improvviso ed imprevisto viene inteso quello “collegato all’attuale scenario di crisi nazionale ed internazionale” e di cui “non siano prevedibili le modalità di fuoriuscita dalla crisi con la conseguente difficoltà di predisporre piani di risanamento”. Il Decreto, ritenendo che l’attuale congiuntura economica e finanziaria determina ricadute sull’occupazione e vista di conseguenza l’esigenza di favorire il ricorso a strumenti di sostegno al reddito volti al mantenimento dell’occupazione evitando licenziamenti collettivi, prevede per gli anni 2009, 2010 e 2011 in funzione del “prevedibile superamento dell’attuale fase di crisi” l’accesso ai benefici della CIGS anche in assenza della presentazione da parte dell’azienda di un piano di risanamento come invece è previsto dalle attuali norme.
Si tratta di un provvedimento che risponde indirettamente alla sollecitazione più volte espressa dalla CGIL di prevedere l’allungamento, fino al loro raddoppio, delle 52 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in quanto molte realtà aziendali si trovano nella situazione di vedere esaurito a breve il periodo d’intervento degli ammortizzatori sociali ordinari.
Sullo stesso tema il Governo era intervenuto con una Circolare del 30 Marzo scorso lasciando però confermate sostanzialmente le norme precedenti che richiedevano all’impresa ai fini dell’accesso alla CIGS, esaurite le 52 settimane di ordinaria, la presentazione del piano di risanamento e di conseguenza l’eventuale piano di gestione degli esuberi strutturali di personale.
La CGIL aveva aspramente criticato il provvedimento in quanto si sarebbe potuta determinare una situazione che avrebbe indotto le aziende, vista l’asprezza e il perdurare della crisi, a procedere verso prevedibili riduzione di personale. Con l’attuale Decreto si interviene a correzione di questo possibile pericolo in quanto una corretta interpretazione dello stesso esclude che la mancata presentazione del piano di risanamento comporti l’indicazione di eventuali esuberi strutturali di personale. D’altra parte sarebbe in totale contraddizione con la premessa prevista dal Decreto stesso di evitare con questo provvedimento il ricorso ai licenziamenti collettivi.
La CGIL nel giudicare positivamente il provvedimento frutto della pressione esercitata sul Governo in tutti questi mesi, ritiene comunque che non sia da ritenersi esaustivo rispetto all’esigenza di prolungare il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria oltre le 52 settimane. Tali esigenza s’impone, oltre alle ragioni ormai note sul precipitare della crisi con conseguenze gravissime sull’occupazione, anche in considerazione del fatto che molte delle aziende che sono in prossimità dell’esaurimento del periodo ordinario di cassa integrazione sono aziende medio e piccole che necessitano di strumenti e modalità di accesso rapidi e certi agli ammortizzatori sociali.
Pubblichiamo il decreto correttivo ed il testo originario
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