
CGIL TORINO - Via Pedrotti 5, 10152 Torino
Tel. 011 24.42.1 - Fax 011 24.42.210 - E-mail torino@cgiltorino.it
29/07/2009
L’ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di provvedimenti sull’università riguardanti le regole per la formazione delle commissioni di concorso per l’accesso e la progressione di carriera dei docenti, la riduzione dei corsi di studio, l’avvio dell’Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, la distribuzione di una quota di finanziamento sulla base di criteri qualitativi.
Con il primo provvedimento si sbloccano finalmente i concorsi e si potranno così utilizzare gli spazi molto limitati messi a disposizione dalla legge 1/2009 per le assunzioni, mentre con il secondo si danno indicazioni per la razionalizzazione dell’offerta formativa.
Di maggiore respiro e prospettiva, invece, i provvedimenti riguardanti il sistema nazionale di valutazione e la distribuzione differenziata del 7% del fondo di finanziamento ordinario (FFO).
Nella proposta programmatica sulla conoscenza, rivolta dalla CGIL alle forze politiche prima della elezioni, abbiamo sostenuto la necessità di una quota di finanziamenti differenziata sulla base dei risultati: “I risultati della valutazione devono attivare, da parte del livello di governo del sistema, interventi mirati di incentivazione e di compensazione per tendere ad assicurare a tutti i cittadini i più alti livelli qualitativi.” Più nello specifico, per l’università, abbiamo anche indicato le condizioni: “Nell'ambito di un necessario, adeguato incremento (almeno il 20% rispetto ad oggi) è necessario prevedere la rimodulazione dei criteri di distribuzione del FFO dell'Università, a partire dai parametri indicati dal CNVSU, seppure con le gradualità necessarie a non provocare instabilità incontrollabili; in ogni settore, quote crescenti di finanziamento debbono essere spostate verso aree soggette a valutazione comparativa della qualità, così come le norme future debbono prevedere forme sempre più estese di valutazione per ogni centro e imputazione di spesa, tali da indirizzare le risorse verso le forme più produttive.”
D’altra parte sia l’Agenzia per la Valutazione che la distribuzione premiale di una parte del FFO erano previste e avviate già da provvedimenti della precedente legislatura.
Ora il Ministro Gelmini inizia a distribuire 525 milioni di euro in base alla qualità della ricerca (5%) e della didattica (2%). I criteri individuati per valutare la qualità della ricerca sono: valutazioni del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (50% dei punteggi), capacità di intercettare fondi europei (30% dei punteggi), numero dei ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca valutati positivamente (20% dei punteggi); per la qualità della didattica: numero degli studenti che superano positivamente i 2/3 degli esami al primo anno prima di iscriversi al secondo (40%), capacità di trovare lavoro dei laureati entro tre anni (20%), utilizzo di personale di ruolo per le lezioni evitando la proliferazione di corsi e insegnamenti affidati a personale precario (20%), possibilità data agli studenti di valutare la qualità degli insegnamenti (20%).
I criteri adottati in prima applicazione dovranno certamente essere migliorati e far riferimento a dati più aggiornati. Tuttavia, trattandosi di processi molto complessi e implementabili solo in tempi lunghi, è positivo che siano stati avviati, in modo da introdurre modifiche sulla base dell’esperienza e da aumentare progressivamente la quota di risorse legata ai risultati ottenuti.
La prospettiva di questi provvedimenti sarà comunque decisa dalle scelte del Governo sulle risorse per Università. I tagli, previsti per il 2010 e confermati nel DPEF, azzereranno ogni effetto premiale a fondi aggiuntivi che, in realtà, saranno solo molto parzialmente sostitutivi di quanto tolto. In mancanza delle risorse necessarie per il normale funzionamento sembreranno come poche gocce d’acqua in un deserto. In un paese già agli ultimi posti in Europa per spesa e per numero di laureati, l’effetto atteso di qualificare la spesa universitaria può essere ottenuto solo nel quadro di politiche tese ad aumentare gli investimenti per università e ricerca.
Iscriviti per conoscere le novità CGIL Torino