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12 gennaio 2010

PRESIDIO CGIL-CISL-UIL CONTRO IL RAZZISMO 14 GENNAIO

                   CGIL-CISL-UIL TORINO

             PRESIDIO CONTRO LO SFRUTTAMENTO E IL RAZZISMO
                 Giovedì 14 gennaio - ore 17:00 - piazza Castello - TORINO

Quello che è successo nei giorni scorsi a Rosarno potrebbe facilmente accadere in altre parti d’Italia dove, nell’agricoltura ed in altri settori produttivi, migliaia di immigrati irregolari sono costretti a lavorare e vivere al limite dell’umano tollerabile, sottoposti ai ricatti di chi vive di economia sommersa, anche a causa dell’attuale normativa sull’immigrazione che condanna all’espulsione chiunque prenda il coraggio a due mani e decida di denunciare le condizioni di lavoro.

La tragedia di Rosarno parla a tutto il Paese: bisogna ricostruire delle relazioni che mettano al centro la capacità di convivere con le diversità, del vivere insieme, del rispetto di diritti e di doveri di cittadinanza e del lavoro per tutti e da parte di tutti.

Non è condivisibile che una manifestazione di giusta protesta sia degenerata ingiustamente anche a danno della popolazione locale.

Questa situazione è il frutto di una politica migratoria non governata e dell’incancrenirsi di situazioni di estremo sfruttamento e degrado, dove lo sbocco della guerra tra poveri, presto o tardi, rischia di diventare l’esito più probabile.

Dov’è lo Stato quando si tratta di controllare le condizioni di lavoro e di vita di queste persone? Dove sono le istituzioni locali e nazionali che dovrebbero impedire condizioni di semi schiavitù nel lavoro?

La risposta dello Stato non può limitarsi esclusivamente alla lotta alla “clandestinità”, lasciando che coloro che hanno gestito lo sfruttamento di questi lavoratori restino impuniti, soprattutto se la Magistratura confermasse le responsabilità della delinquenza organizzata.

Come organizzazioni sindacali abbiamo sempre sostenuto la necessità di combattere l’immigrazione irregolare, in quanto essa produce un danno irrimediabile sia alla sana economia, sia ai diritti di tutti i lavoratori. Quelle che si debbono combattere, però, non sono le vittime di questo meccanismo, bensì le cause che producono questo grave fenomeno: l’economia sommersa, la tratta di esseri umani ed una normativa sull’immigrazione che tutto fa, meno che favorire l’immigrazione legale.

Vanno cambiate le leggi che regolano l’immigrazione dando il diritto ai lavoratori di essere regolarizzati qualora denuncino il lavoro nero.

Crediamo sia sbagliata l’introduzione della norma sul “reato di clandestinità” che prevede, nel nostro ordinamento giuridico, di punire una persona non per avere commesso un reato, ma semplicemente per lo “status” in cui si trova.

Questa disposizione pone infatti purtroppo alla stessa stregua coloro che tentano di integrarsi anche accettando di lavorare “irregolarmente” con coloro che nella clandestinità operano per delinquere. Una legge che impedisce, di fatto, alle famiglie immigrate presenti nel nostro Paese, considerate clandestine, di accedere ai servizi sanitari, sociali e alla scuola.

La società civile non può rimanere indifferente e deve mobilitarsi e reagire. La partecipazione è la strada per combattere la violenza.

Proponiamo a tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi di aderire al                                            PRESIDIO

GIOVEDI' 14 GENNAIO alle ore 17:00 in piazza Castello (davanti alla Prefettura)