I.I.S. Peano di Torino: ascoltare gli studenti, condannare la violenza, no a risposte repressive

La FLC CGIL Torino esprime vicinanza alle studentesse e agli studenti dell’I.I.S. “Peano” di Torino, scesi in mobilitazione per rivendicare il diritto a una scuola pubblica, democratica, sicura e accessibile a tutte e tutti.
Le ragioni della protesta toccano nodi cruciali del sistema d’istruzione e della società:

  • il no al Decreto Scuola e in particolare alla misura che limita la presenza di alunni stranieri nelle classi, ritenuta discriminatoria e lesiva dell’inclusione scolastica;

  • la contestazione delle scelte di bilancio nazionali ed europee, riassunta dallo slogan “Soldi alla scuola, non alla guerra”, per chiedere più fondi all’istruzione pubblica.

Queste rivendicazioni sono legittime e vanno ascoltate. Proprio per questo non possono essere oscurate da quanto accaduto nella mattinata all’interno dell’istituto.

Da quanto ci viene riferito, un gruppo di quaranta-cinquanta persone, in larga parte esterne alla scuola e con il volto coperto, è entrato nell’edificio compiendo gravi atti di devastazione e sottrazione di materiale, colpendo anche attrezzature nuove, installate da poco. Ci viene riferito inoltre che molte studentesse e studenti si sono frapposti per proteggere i laboratori: un gesto di responsabilità che va riconosciuto. Questi episodi, insieme al blocco degli ingressi che ha impedito a docenti e personale di lavorare, sono fatti gravi che nulla hanno a che vedere con il diritto di protesta.

Condanniamo ogni forma di violenza contro le persone: ove venisse confermata l’aggressione alla dirigente scolastica di cui si ha notizia, la condanna sarà senza attenuanti. Esprimiamo fin d’ora solidarietà alla dirigente e a tutto il personale scolastico.

Ci viene riferito, inoltre, che all’avvicinarsi delle forze dell’ordine le persone entrate nell’istituto si siano allontanate di corsa, senza essere fermate né identificate. Chiediamo chiarezza su quanto accaduto e che le responsabilità siano accertate a livello individuale: sarebbe ingiusto far ricadere le colpe sull’intera comunità studentesca, che chiede ascolto e non scontri.

Accertare chi ha devastato la scuola non significa però legittimare sgomberi o l’ingresso della polizia negli istituti contro chi protesta pacificamente. La scuola è un luogo di formazione, confronto e democrazia, e va difesa sia da chi la danneggia sia da chi la vorrebbe affrontare con la sola repressione. La risposta passa da finanziamenti, edilizia scolastica sicura e dialogo con chi la vive ogni giorno.

La FLC CGIL Torino resta al fianco di studentesse, studenti e personale scolastico, a tutela della scuola pubblica costituzionale e del diritto alla mobilitazione pacifica.