In settimana si sono accesi i riflettori sulla situazione di ARRIVA Italia, dobbiamo però fare chiarezza.
Da giugno scorso, durante la discussione prevista da un articolo dell’ultimo Ccnl, che prevede la possibilità di trovare un’intesa nella quale ci sia un recupero di produttività ed un miglioramento della qualità di vita lavoro, le proposte aziendali hanno avuto come unico obiettivo quello di rimettere in discussione l'integrativo, ovvero le condizioni di lavoro, in particolare quelle salariali.
Tali proposte sono state rigettate dalla parte sindacale, in quanto non rispondevano a quanto previsto dal Ccnl, ovvero non miglioravano in alcun modo la qualità di vita lavoro del personale, ma bensì puntavano al solo recupero di produttività aziendale.
Nel mese di novembre scorso, in maniera totalmente inaspettata, l’azienda ha consegnato la lettera di disdetta dell’integrativo, in vigore dal 2010, con un potere d'acquisto dei salari notevolmente peggiorato nel corso degli ultimi 16 anni.
La discussione che ne è conseguita è stata presentata ai lavoratori, i quali in assemblea hanno respinto questa mediazione, ritenendola inaccettabile in un momento storico come questo: penuria di conducenti, la disaffezione a questo mestiere, divenuto povero. Una visione dell'azienda miope, unicamente concentrata sul profitto, che ignora completamente l'attività di chi quotidianamente si fa carico di sopperire alle carenze, di chi ai lunghi nastri lavorativi aggiunge ore ed ore di straordinario, sacrificando la propria vita privata.
Tutto questo rientra in un quadro nel quale la Regione decide di spingere verso le gare, con l’aspettativa di miglioramento della qualità del servizio; non considera che il Trasporto Pubblico, per esser considerato tale, deve essere finanziato, la marginalità di guadagno è minima e le aziende speculano sul costo del lavoro.
Auspichiamo che la politica intervenga nel suo campo, faccia pressione affinché il Fondo Nazionale Trasporti venga adeguatamente finanziato, e che non ci siano regioni trattate “meglio” di altre.
La prospettiva non è rosea, le gare per l’assegnazione del servizio in Piemonte sono alle porte, questo ha prodotto il risultato che, tranne un’unica azienda, in Regione nessuno ha rinnovato integrativi.
Da anni prosegue il peggioramento del servizio, nel valzer delle responsabilità non è accettabile che si punti il dito contro le lavoratrici ed i lavoratori.
Basta scuse, occorre un maggiore equilibrio tra salari e profitti, servono investimenti.
Il 27 febbraio dalle 16:00 alle 20:00 ci sarà lo sciopero del personale Arriva Italia.