L'acquisizione da parte di Aruba di tre centrali idroelettriche nelle Valli di Lanzo conferma se ancora ce ne fosse bisogno, come energia elettrica e infrastrutture digitali, a partire dallo sviluppo e ampliamento dei data center, siano strettamente connessi. Un investimento importante che non deve produrre ricadute occupazionali negative.
Per CGIL Torino e FILCTEM CGIL Torino la prima priorità è la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dall'operazione. Il cambio di proprietà dovrà avvenire nel pieno rispetto della continuità occupazionale, contrattuale e dei diritti.
Acquisire impianti idroelettrici già esistenti non aumenta la produzione complessiva di energia elettrica. Cambia la proprietà delle centrali ma non aumenta la sua disponibilità.
Questa acquisizione offre l’occasione per riflessioni più ampie.
Può un paese che vuole stare al passo con l’innovazione e con il futuro, continuare a non dotarsi di un piano concreto, di risorse economiche adeguate, per investire in una produzione elettrica diversificata, orientata alla tutela dell’ambiente ed eco sostenibile e per lo sviluppo e la ristrutturazione di reti ad oggi palesemente inadeguate? Qual è il ruolo dello stato in tutto ciò? Solo di indirizzo? Oppure di intervento diretto e di forte governo complessivo, come noi pensiamo?
I grandi operatori che hanno necessità di alimentare data center sempre più energivori hanno una responsabilità sociale e si assumono l’onere di investire anche nella realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili? In quale quadro legislativo ciò può accadere?
Solo così la crescita del digitale può rafforzare il sistema energetico del Paese e generare nuova occupazione qualificata lungo tutta la filiera.
Questa vicenda mette inoltre in evidenza la totale assenza di politiche industriali che pesa come un macigno sul futuro, non solo industriale del paese, perdipiù gravato da una crisi climatica senza precedenti. Il Piemonte non può limitarsi a mettere a disposizione acqua, energia e infrastrutture, mentre il valore aggiunto, gli investimenti e il lavoro qualificato si concentrano altrove. È necessario costruire una strategia che colleghi sviluppo dei data center, produzione di nuova energia rinnovabile, ricerca, innovazione e occupazione.
Per questo chiediamo alle Istituzioni del Territorio di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali. La transizione digitale e quella energetica devono svilupparsi insieme ed essere giuste. Chi alimenterà i data center di domani deve contribuire anche a costruire l' ulteriore energia necessaria. Solo così gli investimenti privati potranno tradursi in sviluppo sostenibile, buona occupazione e valore per i territori, in un quadro di forte presenza e governo dello stato.