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In primo piano

17 ottobre 2017

L’Italia SIAMO già NOI! - INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLO "IUS SOLI TEMPERATO" E "IUS CULTURAE"

La CGIL in questi mesi e' stata impegnata a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero - l'umanità che fa bene”. Come organizzazione abbiamo fortemente lavorato per la costituzione di

2 ottobre 2017

Previdenza - Confronto con il Governo

CGIL CISL UIL Cambiare le PENSIONI Dare lavoro ai: GIOVANI Le proposte sui temi previdenziali nella fase due del confronto con il Governo Vogliamo risposte concrete sulle pensioni Il confronto avviato lo scorso anno fra Cgil, Cisl e UIL ed il Governo in materia di pensioni, sulla base della Piattaforma unitaria "Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani", ha permesso di giungere alla sottoscrizione del Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 ed all'emanazione di importanti misure che hanno introdotto un principio di flessibilità di accesso alla pensione, come la pensione anticipata per i lavoratori precoci, l'ape sociale, il cumulo contributivo gratuito e la semplificazione della normativa per i lavori usuranti. Inoltre, per i pensionati, l'estensione della quattordicesima e della no tax area. L'obiettivo delle organizzazioni sindacali nella "fase due" è quello di ottenere risultati concreti sui punti fissati nel Verbale di sintesi, che vadano nella direzione indicata dalla piattaforma sindacale, che rimane il riferimento del sindacato per una riforma organica del sistema previdenziale nel nostro Paese. La proposta unitaria al centro del confronto sindacale con il Governo sul tema della previdenza intende superare le attuali rigidità nell'accesso al pensionamento, favorire un inserimento lavorativo dei giovani e affrontare il tema dell'adeguatezza degli attuali e dei futuri trattamenti pensionistici.

26 settembre 2017

APPELLO - NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

APPELLO - NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Avete tolto senso alle parole.

25 settembre 2017

28 settembre 2017 - Giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale

28 settembre 2017 - Giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale

LIBERE DI SCEGLIERE, LIBERE DI DECIDERE Libere di scegliere senza imposizioni, di decidere del proprio corpo, della propria sessualità e della propria salute riproduttiva. Libere di scegliere se essere madri, di avere le condizioni economiche e sociali che lo consentano. Libere di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza. Come nel nostro paese prevede la L.194. Lo prevede ma non lo garantisce. Il Sistema Sanitario Nazionale, nelle sue varie articolazioni territoriali, si è rivelato via via incapace di gestire la corretta applicazione della legge che regola l’interruzione volontaria della gravidanza. A 39 anni dal varo della Legge 194, progressivamente svuotata nel corso degli anni, al punto di snaturarne il senso, siamo ancora nella condizione di doverne rivendicare la piena applicazione e a chiedere misure di contrasto all'uso massiccio dell'obiezione di coscienza. Certificata anche dall'ultima Relazione del ministero della Salute, che ha quantificato l'obiezione di coscienza tra i ginecologi in Italia pari al 70,7%. Con punte, in alcune regioni, del 90%. Oggi lo Stato italiano si dimostra inerte di fronte alle difficoltà organizzative delle strutture sanitarie tenute all’applicazione della legge. Uno Stato indifferente alle condanne del Consiglio d'Europa: due nel giro di due anni, tra il 2014 e il 2016, per violazione del diritto alla salute delle donne. Uno dei due ricorsi era stato presentato dalla Cgil. Un terzo richiamo, quello del Comitato per i diritti umani dell'Onu, è del marzo 2017. "Preoccupato per le difficoltà di accesso agli aborti legali in Italia a causa del numero di medici che si rifiutano di praticare interruzione di gravidanza per motivi di coscienza". Preoccupazione espressa dall'Onu anche per la distribuzione in tutto il paese dei medici obiettori, e per "il numero significativo di aborti clandestini". Con un richiamo allo Stato, “che dovrebbe adottare misure necessarie per garantire il libero e tempestivo accesso ai servizi di aborto legale, con un sistema di riferimento valido.” Anche i consultori familiari sono in preoccupante diminuzione e lottano una cronica carenza di organico che ne limita gli interventi e ne vanifica spesso lo spirito. In Regioni come la Lombardia è boom dei consultori religiosi, soprattutto nelle strutture private che fanno capo a istituzioni religiose e no profit. Nelle quali le donne possono trovare servizi come la mediazione e il sostegno psicologico, ma non la consulenza per la legge 194, visto che questi enti applicano l'obiezione di coscienza "di struttura". Con un decreto legislativo del gennaio 2016 si sono inasprite le sanzioni amministrative per il reato di aborto clandestino: da 51 euro si è passati ad una cifra tra 5mila e 10mila euro, ignorando completamente le ragioni per cui la legge 194 comminava una multa simbolica. Il Governo si impegni:

materiali sulla manovra economica


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